VINCERE LA GUERRA SULLO SCAFFALE: 3 tecnologie di stampa per conquistare i clienti e battere la concorrenza nel punto vendita

Voglio fare uno schema chiaro, sintetico e privo di tecnicismi inutili per aiutare e titolari ed i responsabili acquisti che hanno bisogno di una stampa senza compromessi e di un packaging che permetta alla propria azienda di vincere la guerra delle vendite sullo scaffale.

Ci sono infatti quelle situazioni standard dove le scelte a disposizione sono poche e “cadi in piedi”.

Se parliamo di imballaggi secondari che userai per trasportare la merce e che il consumatore finale, cioè colui che deve decidere se preferire te o la concorrenza, non vede neanche allora la questione è esclusivamente tecnica. Una volta che hai calcolato lo stress che può subire il contenuto e tenuto conto delle informazioni da stampare ( codici a barre, alto/fragile, loghi, codici interni) il gioco è fatto.

Ma se parliamo di display, cioè tutto ciò che il cliente finale vede ed associa inequivocabilmente all’immagine della tua azienda, il discorso cambia completamente.

Stiamo parlando di espositori, tanto da terra quanto da banco, ma anche di vassoi, Shelf Ready Packaging (cioè scatole pronte per essere esposte negli scaffali del punto vendita), confezioni regalo e tutto quanto finisce, prima o dopo, sotto lo sguardo attento del tuo cliente.

In questi casi è più complicato perchè le soluzioni a disposizione sono diverse.

Ognuna ha le sue implicazioni tecniche ed economiche e voglio che tu sia in grado di capire quale è più adatta alla tua situazione per scegliere al meglio.

 

COME SI MISURA LA QUALITA’ DI UNA STAMPA?

Prima di iniziare definiamo in termini pratici che cosa è la “qualità di stampa”.

Se sei pratico di fotografia o hai acquistato di recente uno schermo avrai sentito parlare della risoluzione, cioè del grado di somiglianza fra una riproduzione e la realtà.

Solitamente la risoluzione viene misurata in DPI (dot per inch = punti per pollice) o PPI (pixel per inch = pixel per pollice), cioè unità di misura che indicano la densità di informazioni (quindi di qualità) che vengono riprodotte in una quantità di spazio.

Sintetizzando al massimo, più questi valori sono alti, maggiore informazione riusciamo a riprodurre, maggiore è la qualità di stampa.

L’equivalente di queste unità di misura nella stampa sono le linee per centimetro.

In soldoni, maggiori linee per centimetro corrispondono ad una qualità di stampa maggiore.

Le tecnologie di stampa nel cartone sono 3 (flexo, offset e digitale), ciascuna con i suoi vantaggi e svantaggi.

Lo schema qui sotto riassume brevemente l’incidenza dei costi complessivi (quindi comprendono i costi fissi per l’impianto stampa) in base alle quantità:

  • visti gli alti costi di impianto, la stampa flexo HD è conveniente su lotti di produzione maggiori

  • la stampa offset, oltre ad essere qualitativamente migliore della flexo, ha anche costi di impianto minori ma il materiale più pregiato non permette di risparmiare su grosse quantità

  • il digitale, non avendo costi di impianto, è conveniente per piccolissimi lotti

 

 

1) STAMPA FLEXO HD

Qualità: 2
Costi unitari: 1
Costi fissi: 3

La stampa flexo a bassa definizione è quella classica degli imballaggi secondari, con una qualità media intorno alle 18 linee ma ultimamente sta prendendo sempre più piede la versione ad alta definizione con una qualità sempre crescente e variabile tra le 30 e le 50 linee.

La utilizziamo soprattutto per alte tirature (in modo da ammortizzare l’alta incidenza degli impianti stampa), per stampe semplici, o per imballaggi mediamente grandi dove si può sacrificare un poco di risoluzione senza compromettere il risultato finale.

E’ la soluzione perfetta quando si cerca un compromesso tra costi e qualità ed è adatta al packaging che viene esposto nei punti vendita.

Un esempio è l’espositore realizzato per A.D.R. S.P.A. stampato a 6 colori + vernice in alta definizione (50 linee) su cartone ondulato patinato.

Abbiamo preferito la stampa flexo HD perchè

  • i quantitativi elevati consentivano di ammortizzare i costi di impianto.
  • l’espositore, di grosse dimensioni, sarebbe stato esposto nel punto vendita
  • la stampa non richiedeva qualità superiori per essere notata

 

2) STAMPA OFFSET

Qualità: 3
Costi unitari: 2
Costi fissi: 2

Si stampa su cartoncino teso (quello senza onda) che può essere successivamente incollato su cartone ondulato per aumentare la resistenza della scatola.

La qualità di stampa si attesta intorno alle 70 linee.

Si presta inoltre a finiture particolari (lavorazioni a caldo, verniciature in rilievo, effetti tattili).

Visti i costi unitari maggiori rispetto alla flexo viene preferita per stampe particolari come riproduzioni di fotografie ed in tutti quei casi in cui il cliente finale porta con se l’imballaggio (confezioni regalo, astucci etc)

Nell’ esempio sopra, realizzato per Sommariva, abbiamo preferito la stampa offset su cartoncino teso, successivamente accoppiato su cartone ondulato per dare più robustezza.

Abbiamo preferito non scendere a compromessi sulla qualità perchè

  • le confezioni sarebbero state utilizzate sia per esposizione (sotto, la vetrina allestita presso Gianni Di Muro, Alassio) sia come scatole regalo quindi la qualità e la precisione di stampa dovevano essere massime.
  • I quantitativi ipotizzati inizialmente non erano sufficienti ad ammortizzare i costi fissi di impianto della alternativa stampa flexo HD.

3) STAMPA DIGITALE

Qualità: 3
Costi unitari: 3
Costi fissi: 1

La tecnologia digitale sta diventando sempre più popolare perchè permette di stampare ad altissima definizione e con costi fissi pressochè nulli.

Inoltre può essere usata su supporti diversi (cartone ondulato, cartone teso, nidoboard, forex, policarbonato).

E’ una soluzione ottimale per campionature e piccolissime produzioni soprattutto se caratterizzate da stampe complesse che richiedono la massima precisione e hanno costi di impianto alti.

I campi di applicazione sono talmente ampi che il digitale merita un approfondimento a parte.

Per ora abbiamo già messo tantissima “carne al fuoco”: mi limiterò a dirti che è una vera e propria rivoluzione.

Abbiamo iniziato a parlarne in questi mesi con i media perchè siamo stati tra i primi a crederci.
Per ora ti lascio agli articoli e alle interviste se vuoi saperne di più.

Fabiano Gollo,
RapidPack – Imballaggi personalizzati in 24h

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