Le pagelle delle 3 tipologie di scatole per vino più utilizzate

Qual’ era il tuo rapporto con le pagelle?

Fermati un secondo a pensare: eri il “secchione della classe”?

Allora probabilmente attendevi con ansia la fine del semestre per compiacerti dei tuoi (meritatissimi) risultati.
Per me invece, era diverso: a scuola non ero certo un’ eminenza!
Ho sempre fatto fatica ad immergermi nelle cose “astratte”.
Per cui, non potendo trasformare le lezioni da teoriche a pratiche (sognavo di imparare la storia tramite le rievocazioni..) studiavo quel tanto che bastava da prendere la sufficienza e togliermi il peso della scuola.

Hai presente la frase “Lo studente ha potenzialità ma non si applica”?

Ecco, ci siamo detti tutto.
Oggi torniamo a quei momenti ma voglio rivederli sotto un’altra ottica.
Oggi sono dall’altra parte: i voti li do io, e voglio che tu sieda accanto a me perchè questo articolo sarà tutt’altro che teorico. Ho intenzione di snocciolare, uno per uno, pregi e difetti delle 3 scatole da vino più utilizzate in commercio con le relative varianti ( o evoluzioni, come vedremo fra poco).
Divido le scatole per vino in due macrocategorie. Ci sono quelle in cui inserisci le bottiglie in piedi (la cui capostite è l’americana base con gli alveari a parte, di cui ne vediamo due varianti) e quelle dove vengono inserite orizzontalmente, o “coricate”, in cui vediamo sia il formato 3+3 sia quello da 6 bottiglie in linea.
Pronto?

 

AMERICANA + ALVEARI

Stiamo parlando del Real Madrid VS Barcellona delle scatole.
Cioè?
EL CLASICO!
La madre di tutte le scatole, un evergreen intramontabile.
Semplice ma non per questo inefficace, tutt’altro: è stata, e per molti versi lo è ancora oggi, lo standard negli imballaggi grazie alla facilità e ai modesti costi fissi per produrla.
Ancora oggi è la più utilizzata per confezionare vino in Italia e rappresenta una scelta obbligata per:

  •  piccoli lotti di produzione
  •  aziende che confezionano con la formatrice automatica

Nel primo caso, grazie ai bassi costi fissi (non serve la fustella).
Nel secondo caso, perchè le aziende in questione hanno risolto il difetto principale di questo imballo, cioè la scarsa praticità. Infatti, per confezionare devi:

  • prenderle dal bancale,
  • aprirle,
  • formare il fondo,
  • tenerlo fermo,
  • mettere lo scotch
  • tipicamente una volta su due lo metti male..

Impieghi mezz’ora a preparare una pila di scatole pronte all’uso (che invadono il magazzino), procedi a riempirle e in un qualche minuto sei da capo. E’ più il tempo che passi a preparare le scatole rispetto a quello effettivamente impiegato a confezionare e chiudere. Per non parlare degli alveari: bruttini, scomodi, complicano ulteriormente il processo e rappresentano altra merce che va gestita, con tutte le conseguenze del caso: monitorarne il consumo e le scorte, ordinarli, gestirli, movimentarli..
Quindi:

Voto: 7,5
Pro: semplicità, bassi costi fissi
Contro: confezionamento lento e macchinoso, anche per colpa degli alveari esterni.

Torniamo un attimo a quanto dicevamo prima.
Le aziende che utilizzano macchinari per il confezionamento risolvono “a valle” il problema della scomodità perchè le formatrici sono in grado di prendere, aprire e formare gli imballaggi. Alcuni si occupano anche dell’inscatolamento, automatizzando per intero questa fase.

MA..

Tutte queste macchine necessitano di centinaia di migliaia di euro per l’acquisto, di spazi adeguati, di manutenzione.
Se vuoi risolvere il problema “a monte” e velocizzare l’imbottigliamento ma sei una PMI e non hai la possibilità (o la volontà) di effettuare questi investimenti ho 2 belle notizie per te: la prima si chiama fondo automatico, la seconda si chiama alveare integrato e rappresentano a tutti gli effetti l’ evoluzione dell’ americana base.
Ho dedicato ad entrambe un articolo, con tanto di video: li trovi QUI e QUI
Ora mi limiterò a sintetizzarne pregi e difetti, ti rimando agli articoli se vuoi approfondire.

 

AMERICANA CON FONDO AUTOMATICO + ALVEARE
Rientra nella categoria dei fustellati, quindi necessita di un investimento di qualche centinaio di euro per la fustella. Adatta per lotti di produzione minimi di 2.000 / 3.000 pezzi, meglio ancora sopra i 5.000.

Voto 8+
Pro: confezionamento più veloce rispetto all’ americana base
Contro: rimangono gli alveari a rallentare il processo; ha bisogno della fustella

 

AMERICANA CON ALVEARE INTEGRATO
E’ ancora un fustellato quindi valgono le stesse considerazioni fatte in precedenza.
Con un gesto semplice e veloce si forma sia il fondo sia l’alveare, senza bisogno di scotch

Voto: 9
Pro: il confezionamento è rapidissimo, il magazzino è libero dagli alveari
Contro: necessita della fustella, non adatta ai piccoli lotti di produzione (< 3.000pz)

 

Le valutazioni fatte fin’ ora sono valide anche se parliamo delle versioni coricate. In questo caso, abbiamo due disposizioni: 3 bottiglie sotto e 3 sopra (3+3) o 6 bottiglie una di fianco all’ altra (6 in linea).
Potremmo anche aprire un dibattito sulla necessità o meno che il vino venga mantenuto sdraiato, in modo che il tappo sia umido. Ma non è questo il mio mestiere, per cui mi limito a fare queste 2 considerazioni:

  • ad una bottiglia coricata si associa un vino di PREGIO
  • aprendo la scatola con le bottiglie coricate l’ etichetta rimane bene in vista mentre con la versione equivalente in piedi si vedono solo i tappi.

Inoltre, con questo tipo di scatole, hai la possibilità di utilizzare il KEYES come separatore, al posto degli alveari. Non nego la mia simpatia verso questo prodotto, tant’è che gli ho dedicato un articolo (anche questo corredato da un breve video) in cui trovi tutte le informazioni a riguardo.

Ma torniamo alle pagelle.

 

AMERICANA 3+3 BOTTIGLIE CORICATE + ALVEARE
Molto semplice ma poco usata. Valgono le stesse valutazioni fatte per l’ americana base

Voto: 7,5
Pro: semplicità, bassi costi fissi
Contro: confezionamento lento e macchinoso, anche per colpa degli alveari esterni.

 

AMERICANA 3+3 BOTTIGLIE CORICATE FONDO AUTOMATICO + KEYES

Voto: 9
Pro: pratica, confezionamento rapido, esteticamente piacevole sia per le etichette bene in vista sia perchè il keyes sparisce dietro le bottiglie.
Contro: necessita di una fustella, non adatta ai piccoli lotti

 

AMERICANA 3+3 BOTTIGLIE CORICATE CON CORDONI DOPPI
Le alette dei lati lunghi, sia quelle superiori che inferiori, sono più larghe. Richiudendole all’interno della scatola fungono da alveare per le bottiglie: una sorta di alveare integrato nell’ imballaggio.

Voto: 8
Pro: molto pratiche, non necessitano neanche di fustella
Contro: dovendo chiudere prima le alette lunghe e poi quelle corte, lo scotch copre il logo della tua azienda.

 

AMERICANA 6 BOTTIGLIE IN LINEA
Ne esiste una versione base, in cui chiudi con lo scotch sia le alette sopra sia quelle sotto.
Non serve la fustella ma, essendoci più scotch che cartone, viene meno la ragione per preferirla alle altre, ovvero l’impatto visivo.
Ti consiglio invece quella automontante, unita al keyes. Necessita di una fustella ma, grazie ad un sistema di incastri e alla chiusura a bauletto,puoi eliminare lo sctoch. L’impatto visivo è alto: risulta molto fine, elegante. Il keyes, che non va montato ma è già pronto all’uso, compensa in parte il tempo speso per montare a mano la scatola.

Voto: 8,5
Pro: grande impatto visivo
Contro: necessita di una fustella; deve essere montata prima di procedere al confezionamento

 

Driin.
E’ suonata la campanella, per oggi basta.

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